LA CRISI

   Molto spesso una crisi è tutt'altro che folle, ma è un eccesso di lucidità

 



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lunedì, 16 novembre 2009
 

La distanza

 

Ti è mai successo
che il cielo rimanesse immobile
di notte, d’estate?
Guardi in alto
le nuvole ferme ti coprono
sorridono delle tue lotte
solo immaginate
 
Per paura del salto
fingono l’immobilità,
per imitare le stelle,
ardire, alla solennità
 
Ti fermi e le guardi,
quanto sono belle!
Forse da là
anch’io sono così immobile!
Forse da lontano
anch’io divento solenne!
 
Forse ci odiamo tanto
perché non ci guardiamo
dalla giusta, santa
distanza
E.Reali
postato da eretikos | 01:52 | commenti


sabato, 14 novembre 2009
 

Io se fossi Dio

postato da eretikos | 16:43 | commenti
gaber


giovedì, 12 novembre 2009
 

La disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare domande,

senza stupirmi di niente.

 

Ho svolto attività quotidiane,

come se ciò fosse tutto il dovuto.

 

Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro,

                                                         incombenze,

ma senza un pensiero che andasse più in là

dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

 

Il mondo avrebbe potuto essere preso per un mondo

                                                                            folle,

e io l’ho preso solo per uso ordinario.

 

Nessun come e perché –

e da dove è saltato fuori uno così –

e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

 

Ero come un chiodo piantato troppo in superficie

                                                                 nel muro

oppure

(e qui un paragone che mi è mancato).

 

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti

perfino nell’ambito ristretto d’un batter d’occhio.

 

Su un tavolo più giovane, da una mano d’un giorno

                                                                più giovane,

il pane di ieri era tagliato diversamente.

 

Le nuvole erano come non mai e la pioggia era

                                                     come non mai,

poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

 

La Terra girava intorno al proprio asse,

ma già in uno spazio lasciato per sempre.

 

E’ durato 24 ore buone.

1440 minuti di occasioni.

86.400 secondi in visione.

 

Il savoir-vivre cosmico,

benché taccia sul nostro conto,

tuttavia esige qualcosa da noi:

un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal

e una partecipazione stupita a questo gioco

con regole ignote.

 

Wistawa Szymborska

 

postato da eretikos | 13:50 | commenti


mercoledì, 11 novembre 2009
 

Disperata e meravigliosa distrazione

postato da eretikos | 01:42 | commenti
musica
 

La distrazione

Sin dall'infanzia si accolla agli uomini la cura del loro onore, dei loro beni, dei loro amici, nonché dei beni e dell'onore degli amici. Si oberano di occupazioni, dello studio delle lingue, di impicci, e si fa loro intendere che non potranno essere felici se salute, onori e patrimonio loro e dei loro amici non saranno indenni, e che la mancanza di una sola di queste cose li renderà infelici. Così si riempie la loro giornata di preoccupazioni. Strano modo di renderli felici direte voi! Che cosa si potrebbe fare di più per completare la loro infelicità? Come! Che cosa si potrebbe fare? Basterebbe liberarli da tutte le loro preoccupazioni; perchè allora vedrebbero se stessi, penserebbero a ciò che sono, si chiederebbero da dove vengono e dove vanno; e così non si può mai occuparli e distrarli abbastanza. Ed ecco perché, dopo di averli tanto caricati di affari, appena hanno un momento di riposo, si consiglia loro di impiegarlo a divertirsi, a giocare e ad assorbirsi sempre più per intiero. Come è vuoto il cuore dell'uomo, e pieno di lordure!

Blaise Pascal

postato da eretikos | 01:32 | commenti
distrazione


lunedì, 09 novembre 2009
 

Il peccato dimenticato di una conoscenza in crisi

"Consideriamo per un attimo il mondo così come è descritto dallo studioso di fisica.. Esso consiste in un certo numero di particelle fondamentali che nel loro movimento attraverso lo spazio, appaiono come onde, ed hanno la stessa struttura a strati di una perla o di una cipolla; vi sono poi altri tipi di onde chiamate elettromagnetiche, che è conveniente considerare, tenendo conto del “rasoio di Occam”, viaggianti nello spazio a velocità costante. Tutte queste onde appaiono vincolate da leggi naturali che ne individuano il tipo di relazione.
Ora, accade che il fisico che descrive tale processo ne è a sua volta parte integrante. Egli è né più né meno che un conglomerato di particelle che obbediscono a quelle stesse leggi generali da lui scoperte e documentate. Così non possiamo eludere il fatto che il mondo che conosciamo sia costruito allo scopo(cioè in modo tale da esserne capace) di vedere se stesso.
Ciò è invero sorprendente.
Non tanto in considerazione di ciò che esso vede, per quanto possa apparire meraviglioso e incredibile, ma per il fatto stesso che possa vedere.
Ma per poter vedere esso deve dapprima dividersi almeno in una parte che vede e in una che viene vista. In una simile lacerata condizione, ogni cosa che il mondo vede gli appartiene solo in parte. Il mondo è indubbiamente se stesso(cioè un entità non separata da sé) ma in ogni tentativo di vedere se stesso come oggetto esso deve, altrettanto indubbiamente, agire in modo da separarsi da, e quindi falsare, se stesso. Stando così le cose, al mondo resterà sempre precluso l’accesso ad una parte di sé."
G. Spencer Brown
"All’inizio, che non è poi un vero inizio.. la volontà desidera conoscere sé stessa, e si risveglia così la coscienza; con il risveglio della coscienza, la volontà si divide in due. Da una che era, intera e completa in sé stessa, diviene, allo stesso tempo, attore ed osservatore. Il conflitto è inevitabile, poiché l’attore desidera adesso liberarsi dei limiti entro cui lo ha confinato il suo stesso desiderio di coscienza. Da una parte è stato reso capace di vedere, ma dall’altra c’è qualcosa che, in quanto osservatore, egli non può più vedere."
D.T. Suzuki
“La natura fa sì che la conoscenza di una metà del mondo assicuri che l’altra metà resti sconosciuta”
Eddington
 
Come un coltello non può tagliare se stesso o un piede calpestarsi da solo, così il soggetto non può vedersi nell’atto di vedere. Egli vede solo oggetti e dimentico di se stesso, si nasconde, alienato, dietro la loro apparente solidità ed indipendenza. Ciò ha portato l’uomo a vedersi separato da tutto ciò che lo circonda, ha confondere la sua mappa mentale del mondo con il territorio della vita. La conoscenza è utile, ma è sempre e solo metà della storia. Più grande sarà il successo di una conoscenza che non implica il soggetto, più grande sarà il fallimento di un uomo che per pigrizia o paura fa finta di non esserci, pur essendo presente in ogni suo atto conoscitivo. Forse in questo consiste il peccato originale, considerare la conoscenza, che non può non essere dualistica, più reale dell'universo stesso e non solo un semplice e umile strumento a disposizione del Tutto. Perchè il Tutto in realtà c'è sempre stato e ci sarà sempre e di fatto è indivisibile e interdipendente. Anzi, è divisibile solo attraverso un atto percettivo che può distinguere solo ciò che da sempre è in realtà unito. Le parole che state leggendo vi potranno sembrare degli oggetti separati ed esistenti in sè, ma senza lo sfondo bianco che silenzioso le sorregge, non potrebbero emergere. Per non parlare del computer, della scrivania, del pavimento, del cibo, e dell'ossigeno che ci tengono in vità. Ma con un trucco d'attenzione tutto ciò sparice ed ecco spuntare la parola che sembra più concreta di tutto il resto. Un bel gioco, che quanto più diventa bello, tanto più si fa pericoloso se non si considera la sua natura illusoria e convenzionale. Quanti morti hanno fatto le ideologie? Quanti occhi spenti sotto il peso di parole razziste e opprimenti? Quanta realtà ci sfugge costantemente sotto gli occhi a causa di pregiudizi più solidi delle nostre traballanti, eppur più reali, ginocchia? 
C'è il bene senza il male?Il cielo senza la terra? Quando l'universo, nella sua totalità, si cerca di conoscere attraverso la mente umana, alcuni aspetti gli devono rimanere sconosciuti, per rendere tale conoscenza sensata. Tutto ciò ci pone di fronte al grande ed entusiasmante mistero della vita, che terrorizza, o quantomeno lascia insodisfatto, chi considera 'la conoscenza razionale del mondo' un fine raggiungibile semplicemente a parole. Un terrore che sfocia in una logica e lucida follia di massa.. Guerre per la pace, benzine ecologiche, l'avere per essere.. E tutto questo perchè? Per non pensare a chi veramente siamo.. e accontentarci di essere un numero di parole convenzionalmente e relativamente attaccate ad un corpo di cui ignoriamo i più genuini bisogni.
 
postato da eretikos | 14:50 | commenti
conoscenza


venerdì, 30 ottobre 2009
 

Il caos creò il mondo

Il caos creò il mondo
per amore, per dolore
alto come il cielo
basso come la terra
vagò come un vagabondo
in cerca del suo nome
e quando si fermò
ebbe spavento..
paura.. di se stesso
 
Lo prese una strana febbre
cominciò a cercare
Colui che cerca
trovò il nulla
che gli rideva in faccia
e oltre la paura, la rabbia
 
La colpa è loro!
La colpa è l’oro!
Creati da te..
Creato da te..
I tuoi limiti
il tuo confine,
Che amato odi.
Che invisibile vedi.
Che intoccabile solchi
e soffri..
 
Perché non sai chi sei,
perché non sei una cosa,
perché sei l’assente
Sempre Presente
 
Ti scruti e non ti trovi
Tu sei di più
Tu corrodi l’ordine
e ti senti corroso
Giudichi
e ti senti giudicato
Definisci
e ti senti finito
 
Perdi l’immaginazione
e non puoi non corrodere
ciò che va contro te stesso
e la tua natura
Semplice mente infinita
 
Sei la penna che scrive
non lo scritto
Sei amore che ama
ardito, anche il più odiato
Solo perché vive,
finche ha fiato
e una storia da raccontare
 
Sei un fato spiato
dal Caos
che per gioco
che per uno sguardo
Creò il creato
grazie al vuoto..
inaspettato.. dimenticato
del tuo cuore
che umile, in silenzio
da sempre
sorregge il mondo
E.Reali
postato da eretikos | 18:02 | commenti (2)


domenica, 11 ottobre 2009
 

Da un'altra prospettiva...

postato da eretikos | 23:42 | commenti
battiato


martedì, 06 ottobre 2009
 

Aforismi critici

L'egoismo è sempre stata la peste della società e quando è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. Giacomo Leopardi

Ogni cosa che si è imparato a scuola come ovvia diventa sempre meno ovvia quando si inizia a studiare l'universo. Per esempio, non ci sono solidi nell'universo. Non ci sono continui assoluti. Non ci sono superfici. Non ci sono linee rette. Thomas Fuller

Tutti parlano di come vorrebbero cambiare le cose, aiutando a mettere tutto a posto: ma alla fine, se tutto va bene, si riesce solo a sistemare se stessi. Ed è già un gran bel risultato, perchè in questo modo si innesta un effetto a catena. Rob Reiner

L'uomo acquista una individualità energetica e completa soltanto sotto l'influenza della donna. Una donna ha creato il suo corpo, un'altra donna gli crea l'anima.   Giovanni Morelli

Non si può mutare la natura di un uomo mutandolo d'abito. Proverbio cinese

La vita è una processione. Chi è lento la trova troppo veloce e si fa da parte; chi è veloce la trova lenta e si fa da parte. Kahlil Gibran

Insegnami la dolcezza ispirandomi la carità, insegnami la disciplina dandomi la pazienza e insegnami la scienza illuminandomi la mente. Sant'Agostino

postato da eretikos | 10:11 | commenti
aforismi


venerdì, 02 ottobre 2009
 

La fabbrica di plastica

"Io vengo dalla fabbrica di plastica dove mi hanno ben confezionato
ma non sono esattamente uscito un prodotto ben plastificato...

Io vivo un metro più in là
da quel che tu chiami realtà
giusto quel metro più in là vivo io

e vivono anche i miei pensieri dentro nei discorsi accartocciati
Dio quando li sento liberarsi so soltanto io quanto son veri...

La fabbrica di plastica ha una valvola di sfogo nel costato ed è lì che sono nato
è da lì che son passato"

postato da eretikos | 16:15 | commenti
musica